Pace Fiscale: in principio fu il condono… il finale si scoprirà

14 Gennaio 2019
Posted in News
14 Gennaio 2019 LEXEQUA

Pace Fiscale: in principio fu il condono… il finale si scoprirà

Dalle promesse da campagna elettorale alla realtà: cosa è e come gestire la Pace Fiscale

Pace Fiscale

C’è molta confusione in giro per quanto riguarda la Pace Fiscale, promessa, promossa, pubblicizzata e osteggiata, ma di cosa si tratta?

In questo articolo di approfondimento cercheremo di fare un po’ di chiarezza entrando nel dettaglio, per quanto possibile, di quanto previsto dalla norma.

Per chi non ha voglia di leggere tutto, rimandiamo all’articolo del 07/01/2019, sicuramente più snello e meno dettagliato, in attesa di futuri sviluppi pratici.

Con il termine Pace Fiscale si fa riferimento a quanto previsto da una serie di commi, inseriti nella Legge Finanziaria 2019 che prevedono la possibilità per una platea abbastanza ampia di contribuenti, di snellire in maniera consistente la posizione debitoria presso l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (Equitalia per intenderci).

Ma cosa c’è nel provvedimento reale di quanto promesso in origine? L’idea iniziale era quella di una chiusura tombale per consentire alla maggior parte dei contribuenti italiani di poter azzerare, o quasi, le pretese tributarie per conto dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, e i primi scaglioni previsti andavano da un minimo del 6% a un massimo del 25%, senza alcun vincolo particolare da rispettare, se non avere un ISEE congruo.

Che un provvedimento di questo tipo fosse sostenibile o meno per il bilancio statale non è dato saperlo e non è oggetto di questo approfondimento; quello che è fondamentale sapere è che in concreto la Pace Fiscale si è trasformata in una brutta copia di quanto promesso senza, lo ribadiamo, voler esprimere un giudizio morale o sociale sulle ricadute di un provvedimento di questo tipo.

Prima di andare avanti, però, Iniziamo a mettere alcuni paletti attualmente inderogabili derivanti direttamente ed esplicitamente dalla legge.:

  • Possono aderire solo le posizioni contributive che fanno riferimento a Persone Fisiche, lasciando quindi fuori da questo provvedimento le società di ogni tipo
  • Il discriminante sulla possibilità di rientrare nel provvedimento, così come l’eventuale fascia economica di adesione, dipende dall’ISEE in corso di validità
  • Non tutti i tributi possono rientrare in Pace fiscale: sono ad esempio esclusi Tributi Comunali, Multe, Bolli auto e similari
  • I tributi che teoricamente rientrano fanno riferimento esclusivamente all’Agenzia delle Entrate e all’INPS (cos’altro?)
  • Alla data odierna, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione non è in grado di fornire un prospetto certo di quali cartelle, per singolo contribuente, hanno i requisiti per accedere alla Pace Fiscale
  • Dei tributi rientranti nel provvedimento un’ulteriore selezione riguarda quando gli stessi sono stati iscritti a ruolo, avendo come termine ultimo il 31/12/2017

Di fatto la questo provvedimento si va a inserire all’interno di un contesto più ampio, la Rottamazione TER, che a fronte di una “pulizia” di sanzioni e interessi, prevede il pagamento delle restanti somme in 5 annualità, con un numero massimo di rate pari a 18; a differenza di quanto appena esposto, aderendo alla Pace Fiscale (per quanto possibile) è previsto il pagamento di una quota ridotta da calcolarsi sul residuo rispetto alla Rottamazione TER, da pagare in 5 rate entro il 2021.

Come calcolare però il dovuto? Iniziamo dalle tre fasce scandite dall’ISEE, e cioè:

  • ISEE fino a € 8.500 – 16%
  • ISEE da € 8.501 a € 12.500 – 20%
  • ISEE da € 12.501 a € 20.000 – 35%

Cogliamo l’occasione per ricordare che questi valori non sono legati esclusivamente alle entrate annuali di un nucleo familiare, ma che va a prendere una serie di fattori diversi per avere appunto un Indicatore della Situazione Economica Equivalente, argomento che tratteremo in un successivo articolo.

Volendo immaginare una situazione tipo, per avere un’idea di ciò che potrebbe succedere immaginiamo il seguente scenario, ipotizzando che tali carichi rientrino totalmente tra quelli per i quali è prevista la possibilità del Saldo e Stralcio:

  • Debito totale presente presso l’Agenzia delle Entrate – Riscossione pari a € 100.000
  • Quota delle cartelle di pagamento relative a Sanzioni ed Interessi di Mora pari a € 35.000
  • ISEE pari a € 11.500

Da quanto appena esposto si evince facilmente che, considerato l’ISEE, il contribuente rientrerebbe nella seconda fascia, quella del 20%; una brutale quanto semplice operazione che vada a calcolare il 20% sui 65.000 residui al netto di Sanzioni ed Interessi di Mora ci restituisce un risultato di € 13.000, cifra questa che andrebbe saldata in 5 rate con le seguenti percentuali:

  • Novembre 2019 – 35%
  • Marzo 2020 – 20%
  • Luglio 2020 – 15%
  • Marzo 2021 – 15%
  • Luglio 2021 – 15%

Ma il conteggio è così semplice? Ovviamente no, come vedremo tra poco, ma si può avere un’ottima approssimazione del dovuto.

La realtà di come verranno fatti questi calcoli prevede il tenere da parte le somme relative all’aggio, alle spese di notifica e alle spese per le procedure esecutive avviate, che andrebbero nuovamente sommate a valle, senza che possa esservi alcuna riduzione e un interesse pari al 2% annuo a partire dal 01/12/2019, valore quest’ultimo sicuramente accettabile nell’ottica del provvedimento.

Allo stato attuale è già possibile presentare richiesta, anche utilizzando l’ISEE relativo allo scorso anno se ancora valido, ma l’incertezza su cosa possa rientrare rende il tutto abbastanza nebuloso; riportiamo di seguito cosa è previsto dalla legge:

“184. I debiti delle persone fisiche, diversi da quelli di cui all’articolo 4 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, e risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 alla data del 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all’articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all’articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, possono essere estinti dai debitori che versano in una grave e comprovata situazione di difficolta’ economica versando una somma determinata secondo le modalità indicate dal comma 187 o dal comma 188. 185. Possono altresì essere estinti i debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 alla data del 31 dicembre 2017, derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento, che versano in una grave e comprovata situazione di difficolta’ economica, versando una somma determinata secondo le modalità indicate dal comma 187 o dal comma 188, da utilizzare ai fini assicurativi secondo le norme che regolano la gestione previdenziale interessata.“

In questa incertezza la domanda più ovvia è: Rottamazione TER o Pace Fiscale? Per chi ha intenzione di saldare, in un modo o nell’altro, il consiglio è quello di effettuare richiesta di adesione alla Pace Fiscale, soprattutto considerato che è stato previsto un meccanismo automatico che prevede la trasformazione della richiesta da Pace Fiscale a Rottamazione TER per i tributi esclusi dal provvedimento, a patto ovviamente che questi abbiano i requisiti per rientrare nella Rottamazione TER stessa.

È altamente probabile che i tecnici dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione stiano lavorando alla produzione di un documento simile al Prospetto Definizione Agevolata al fine di poter rendere immediatamente riconoscibili i carichi per i quali è possibile aderire alla Pace Fiscale, ma ad oggi si è ancora in alto mare.

Cosa fare allora? In quanti casi concreti è possibile effettuare una scelta unica e risolutiva della posizione intera? In quante situazioni il contribuente può essere già certo di avere la disponibilità economica per saldare il dovuto non sapendo ancora quanto rientri in Pace Fiscale e quanto in Rottamazione TER?

Dalla nostra esperienza circa un 5/8% del totale, percentuale che salirebbe notevolmente avendo a disposizione i dati certi, per i quali sarà necessario attendere ancora qualche giorno; in tutti gli altri casi parallelamente all’adesione a un provvedimento di questo tipo è necessario affiancare lo studio di una strategia che pianifichi i passi successivi da mettere in atto nei prossimi 18/24 mesi, nell’ottica di una risoluzione completa della problematica tributaria.

È proprio la presenza di questi ampi spazi di manovra che rendono necessario affidarsi a un professionista come strada maestra, anche se spesso commercialisti e consulenti sono oberati dagli adempimenti fiscali “classici”, e hanno poco tempo da dedicare allo studio approfondito di queste problematiche.

La soluzione potrebbe essere a questo punto affidarsi a una struttura altamente specializzata su questo tipo di problematiche, che garantisca informazioni fresche e precise, unitamente alla professionalità e competenza per gestire quanto di contorno a tali situazioni.

 

Lo staff di Lexequa rimane a disposizione per ogni tipo di informazione; vi invitiamo a contattarci tramite i canali dedicati o a fissare un appuntamento in modo da poter sfruttare una prima consulenza gratuita al fine di avere un’idea decisamente più precisa della situazione.

 

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